Il
Qigong
La scienza del Qigong è una scienza al tempo stesso antica
e giovane.
“Qi” si può tradurre con “energia”,
una forma di energia indifferenziata, ma anche “aria”,
“vapore”, per sottolineare la sua “concretezza”.
Gong significa sia “esercizio”, “lavorare su
qualcosa per esercitarla”, che “abilità”.
Il termine “Qigong” si può tradurre con “esercitare
la propria energia” ed “abilità raggiunta nel
padroneggiare la propria energia”.
Componente
essenziale, oggi, della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), anche
se ne precede la nascita, ne rappresenta in maniera specifica
la medicina “psico-somatica”, attraverso lo studio
e l’abilità raggiunta (Gong) nel muovere l’energia
(Qi).
Il Qigong ha come obiettivo il miglioramento della salute e della
costituzione dell’individuo, e lo sviluppo delle sue capacità
latenti, attraverso un percorso di armonizzazione e di equilibrio
tra gli organi interni e allo sviluppo di un sistema di “autoterapia”.
Altri effetti della pratica sono l’aumento della resistenza
al freddo, al calore, alla fatica e alla fame.
In Cina si
contano, a seconda degli Autori, da 3.000 a 50.000 scuole di Qigong,
che utilizzano tecniche a volte molto diverse tra loro.
Le origini del Qigong risalgono alla più remota antichità.
Lo testimoniano alcune registrazioni storiche che fanno risalire
al periodo Yao (2.000 a. C.) danze rituali che attraverso i movimenti
del corpo guidati dalla musica avevano la capacità di regolare
il Qi e il respiro.
Risalgono alla Dinastia Zhou Occidentali (1030-722 a. C.) scritture
su bronzo dove si citano danze capaci di eliminare i ristagni
di liquidi nel corpo.
Durante i periodi delle Primavere e degli Autunni (722 a. C.)
e degli Stati Combattenti (480-221 a. C.) si parlava già
diffusamente di metodi psicofisici per la prevenzione delle malattie
e per la regolazione del respiro.
La prima raffigurazione illustrata pervenutaci di movimenti ed
esercizi psicofisici, chiamati allora Daoyin, risale ala Dinastia
degli Han Occidentali (202 a. C. – 9 d. C.)
L’uso
del nome “Qigong” per indicare il complesso delle
tecniche psico-fisiche tradizionali e moderne è dell’inizio
degli anni ’50, ad opera del famoso medico Liu Guizhen,
il più grande divulgatore del Qigong a scopo terapeutico
del secolo scorso.
Le principali tendenze del Qigong sono cinque: Taiosta, Confuciana,
Buddista, Marziale e Medica.
La scuola Taoista esiste dal VII sec. a.C. Il suo scopo è
quello di raggiungere l'immortalità, attraverso la longevità.
Per questa ragione molte delle tecniche della scuola Taoista traggono
origine dall'osservazione dei bambini e dalla loro imitazione,
e altre dall'osservazione di animali particolarmente longevi (come
la tartaruga) o immortali e mitici (fenice, drago, qilin). La
scuola Taoista studia anche particolari tecniche per regolare
l'attività sessuale ("arte della camera da letto"),
ritenute molto importanti ai fini di una buona amministrazione
dell'energia del corpo.
La scuola Confuciana, di poco posteriore, mira a migliorare la
vita ordinaria. Di questa scuola fanno parte, p. es., tecniche
per migliorare la memoria, la concentrazione, l'intelligenza.
La scuola Buddista è presente in Cina dal I sec. d.C.,
e si sviluppata molto nel V sec. d.C. Il suo scopo è quello
di comunicare con il Divino, e quindi è una scuola di origine
essenzialmente spirituale. Le tecniche sviluppate in questa scuola
sono soprattutto quelle della meditazione e della concentrazione.
La scuola Medica utilizza soprattutto tecniche a scopo curativo
per migliorare la salute e l'equilibrio psicosomatico. In genere
le sue tecniche sono facili da apprendere e da insegnare, e derivano
in gran parte dalla scuola Taoista. Il qigong Medico è
al tempo stesso una delle tecniche della MTC e una pratica di
sviluppo psicofisico, e si basa sulle conoscenze e le leggi generali
della MTC: yin-yang, qi (energia), canali e collaterali (meridiani).
La scuola Marziale ha lo scopo di battere l'avversario, e per
questo le tecniche studiate sono molto faticose e il loro apprendimento
è difficile. Nelle arti marziali si dice che la forza,
che è un tutt'uno con la volontà, deve dominare
lo spirito, e che lo spirito deve dominare l'energia. Quindi è
la volontà che comanda tutta la circolazione energetica
del corpo. In questo modo, quando vengono prese delle decisioni
come un attacco, o l'attuazione di una tecnica di difesa, tutto
il corpo agisce insieme con la massima efficacia.
La ricerca
sul Qigong ha portato a scoprire che, sin dai primi mesi di pratica,
esso apporta notevoli effetti terapeutici, in particolare sulle
malattie croniche, e preventivi (incremento delle difese immunitarie).
Il Qigong permette di incrementare la propria vitalità,
così da ottenere il meglio sia nel lavoro che nelle altre
attività.
In Cina si è trovato che il Qigong è un metodo efficace
per trattare le dipendenze e l’obesità da eccessiva
introduzione alimentare. La sua pratica riduce lo stress e migliora
l’attività intestinale.
La gamma di malattie trattate in Cina comprende malattie cardiovascolari
e ipertensione, miopia e altri problemi dell’acuità
visiva e in genere oculari come glaucoma e retinopatie, malattie
croniche renali, digestive, respiratorie, lombalgia, malattie
muscolari e articolari, insonnia e ansia, malattie del sistema
nervoso. Una importante applicazione è in ambito oncologico,
in associazione ai trattamenti convenzionali, come suggerito da
molte ricerche.
Il qigong
è una pratica psicosomatica che si sviluppa attraverso
lo studio di tre gruppi di tecniche: le posture o movimenti somatici,
tecniche di respirazione, tecniche di concentrazione e visualizzazione.
Nella pratica la massima importanza è data al livello della
concentrazione che si raggiunge, senza la quale sarebbe una semplice
ginnastica.
Il Qigong è una disciplina “sperimentale”,
pratica, non soltanto intellettuale. Lo si deve praticare per
apprezzarne realmente gli effetti.
Persone di qualunque età possono praticare il qigong, sviluppando
un maggiore vigore e mantenendo una migliore salute.
Frequente è nel Qigong la concentrazione sui Dantian. Il
qi del corpo si accumula in zone particolari chiamate Dantian,
o “campi del cinabro”. I Dantian principali sono 3:
il Dantian superiore, che si trova al centro della testa, il Dantian
mediano, che si trova al centro del petto, e il Dantian inferiore,
il più importante, che si trova nell’addome, all’altezza
dell’ombelico.
La pratica
del qigong si esplica attraverso tre condizioni, o “tre
regolazioni”:
1. TIAO SHEN, o regolare il corpo;
2. TIAO XI, o regolare il respiro (o l’energia);
3. TIAO XIN, o regolare la mente (o il cuore).
Tiao Shen vuol dire regolare e rilassare il corpo mantenendolo
in una certa posizione, oppure facendolo muovere in un certo modo.
Tiao Xi significa respirare in modo regolare. Nel qigong vi sono
molte tecniche di respirazione, compresa una non-tecnica, il respirare
in modo “naturale”. Tutte le tecniche di respirazione
del qigong condividono le caratteristiche di essere regolari,
leggere, profonde e lunghe, e comunque senza sforzo.
Tiao Xin significa armonizzare il movimento del nostro pensiero.
Significa sgombrare la mente da ogni preoccupazione. Questo risultato
si può ottenere con tecniche di concentrazione su punti
o aree specifici, o attraverso particolari visualizzazioni.
Dott. Vito
Marino (Vice-Presidente FISTQ)
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