Le tecniche
corporee sono antico ampio capitolo della MTC. Nei millenni dell’evoluzione
cinese sono state indicate con vari nomi, fra questi daoyin, gestire e direzionare
se stessi, tuna, espirare e inspirare, xingqi, promuovere il soffio. Da circa
mezzo secolo é invalso l’ uso del termine qigong, praticare il
soffio, che significa praticare la propria vitalità, partecipare attivamente
a ciò che si è e alla propria trasformazione.
È disciplina articolata in un vasto millenario compendio di esercizi
centrati sulla vitalità organica, che conducono al raggiungimento e
al mantenimento dell’equilibrio organico, nei suoi diversi aspetti,
fisico, energetico, emozionale, mentale.
Sono pratiche diverse, metodiche fondate sul movimento e sull'immobilità,
sul rilassamento e sulla meditazione, sul silenzio come sulla vocalizzazione
e sui modi respiratori, dirette ad armonizzare il corpo e la mente, a procurare
benessere e a promuovere l’evoluzione personale.
Trattandosi di disciplina corporea, la via per avvicinarla e assimilarla è
da millenni la pratica. Praticando, le prime esperienze corporee del soffio
non tardano a palesarsi e possono rappresentare il momento e l’occasione
per avvicinare la teoria del qigong al fine di comprendere con la ragione
ciò di cui l’organismo ha già fatto personale esperienza.
Per contro, lo studio teorico dei significati energetici di questa disciplina
prima di un qualche risultato esperienziale può complicare anziché
favorire la diretta esperienza corporea, creando confini e limiti che rendono
dubbia e incerta una conoscenza che altrimenti, raggiunta attraverso l’esperienza
corporea, risulta naturale e semplice.
Detto questo, dato però che il primo interesse occidentale è
la via teorica, circa ogni manuale di qigong ne teorizza e protocolla fin
nelle prime pagine gli inscindibili momenti: tiaoshen, armonizzare il corpo,
tiaoxi, armonizzare il respiro, tiaoxin, armonizzare la mente. E’ per
altro innegabile come anche il semplice elencare i nomi dei principali campi
di questa disciplina risulti chiarirne forme e costrutti. .
o Tiaoshen, armonizzare il corpo, comprende diverse metodiche, ordinabili
secondo le diverse caratteristiche.
La posizione adottata contempla zhangzhuang qigong, l’allenamento in
posizione eretta, jingzuo, l’allenamento seduto, wogong, l’allenamento
sdraiato. L’immobilità o il movimento contemplano jinggong, allenamento
statico, e donggong, allenamento dinamico.
L’atteggiamento psicocorporeo, centrale in queste metodiche, contempla
fangsanggong, allenamento nel rilassamento, e sangjinggong, allenamento nella
calma.
Quanto ai fondamenti dell’armonizzazione corporea vanno ricordati song,
il rilassamento, mian, la morbidezza, rou, la flessibilità, zou, la
cedevolezza, qing, la leggerezza, ling, l’agilità, lian, la continuità,
yuan, la circolarità, xu, il vuoto interiore.
o Tiaoxi, armonizzare il respiro, è stato per millenni il centro della
via psicocorporea.
Il respiro diviene qui infatti ponte vitale che permette la comunione dell’allenamento
corporeo e dell’allenamento mentale.
Presto la tradizione cinese distinse fra waiqi, il soffio esterno, frutto
egli atti respiratori fra individuo e ambiente, e neiqi, il soffio vitale
interno, flusso vitale organico.
Molteplici le metodiche, fra le quali biqi, chiudere il soffio, tuna, espirare
e inspirare, shushu, contare i respiri, fuqi, assimilare il soffio, shiqi,
vivere di soffio, xingqi, dirigere il soffio, daoyin, guidare e condurre,
taixi, respirare come il feto, taishi, nutrirsi come il feto.
o Tiaoxin, armonizzare la mente, è poi il fulcro del lavoro interiore.
Anche qui varie sono le metodiche tradizionali, rujing, pacificare la mente,
xinjing, pacificare il cuore, cunxiang, raccogliere il pensiero, shenju, concentrare
lo spirito, ruding, contemplare in modo stabile, shouyi, concentrarsi sull’Uno,
zuowang, sedere nella dimenticanza, zuochan, sedere in meditazione, yigong,
allenamento dell’intento, banyungong, allenamento a condurre. .
Nella vasta
costellazione di Scuole, stili, metodiche, tecniche tradizionali di qigong,
vanno ricordate le discipline principali, tutte evidente all’interno
del neijia, l’insegnamento interno.
o Xingyiquan, disciplina equilibrata fra metodiche esterne e metodiche interne,
fondata su liuhe, le sei combinazioni, muscoli e ossa, spalle e fianchi, gomiti
e ginocchia, mani e piedi, respiro e soffio vitale, mente e volontà.
o Baguaquan, Movimento degli Otto trigrammi, è traduzione corporea
di un fondamento della cultura esoterica cinese, la lettura della realtà
mediante otto principi espressi mediante la sovrapposizione di tre linee,
yin o yang, tratteggiate o continue, è il bagua, l’alchimia degli
Otto trigrammi.
o Taijiquan, Suprema polarità del movimento, è la pratica psicocorporea
del taijitu, il Diagramma della suprema polarità, emblema stesso del
pensiero cinese, forgiato nella mutua trasformazione yinyang. E’ la
metodica più praticata e famosa, che però necessita di un lungo
e profondo apprendimento.
o Wudangquan, Movimento dei monti Wudang, disciplina che prende il nome dalla
catena montana della provincia dello Hubei ove fu elaborata.