Federazione Italiana Scuole Tuina e Qigong


IL QI GONG DEI 6 SUONI NELLA SCUOLA DELL'INFANZIA

documentazione di un'esperienza vissuta dai bambini di cinque anni

Daniela Bassoli

Perché la scelta del Qigong in un progetto educativo-didattico della Scuola dell'Infanzia?

Già da qualche anno la prima finalità della nostra scuola è quella di favorire il benessere del bambino/a : un percorso in continua evoluzione e ricerca di modalità e strategie tenendo comunque presente la maturazione psico-fisica ed i bisogni dei bambini/e della Scuola dell'Infanzia.
Ma cosa intendiamo per Benessere?
Non certo la miriade di bombardamenti e di stimoli ai quali i bambini/e sono spesso sottoposti dagli adulti. Né la frenesia di impegni (nuoto, danza, musica, ecc.) extra scolastici che non lasciano il loro "Tempo Vuoto" e la possibilità di autoorganizzarsi. Non dà benessere nemmeno la TV baby-sitter che assorbono senza alcuna mediazione adulta. E non parliamo delle nuove proposte legislative che "permettono" la frequenza alla Scuola Elementare con 1 anno di anticipo!
Perché, nonostante tutte queste energie investite su di loro, i bambini/e sono oggi più fragili e soccombono più facilmente davanti alle prime difficoltà ?
Il tempo infantile è tutto riempito dagli adulti, è già tutto pianificato fino nei dettagli e, paradossalmente, quello che viene a mancare al genitore è il tempo non solo per sé, ma anche per la relazione con i propri figli.
Dopo queste ed altre considerazioni un imperativo si è fatto avanti in modo quasi prepotente ed allarmante… RALLENTARE.
Rallentare per preservare l'infanzia, per non bruciare le tappe evolutive rispettando il loro percorso naturale (una pianta non cresce soltanto dalle tappe!).
Rallentare per non farsi trascinare, almeno come scuola, nel meccanismo della rincorsa e della concorrenza produttiva.
Dunque, RALLENTARE per il BENESSERE del bambino/a: dare a ciascuno le possibilità di trovare il proprio spazio e tempo per stare bene con se stesso creando quelle condizioni di armonia anche con il mondo esterno.
In questo quadro un po' disarmonico si inserisce la proposta del Qigong i cui obiettivi vanno di pari passo con i nostri di scuola.
In specifico gli obiettivi sono:
- Rallentare
- Stare bene con se stessi e con gli altri
- Esprimere le proprie emozioni
- Ascoltare ed ascoltarsi dentro
- Saper osservare e concentrarsi
Sono obiettivi che attraverso il Qigong creano quel terreno fertile per cui ogni bambino/a
acquista maggior sicurezza e consapevolezza di sé.

* Come proporre il Qigong a bambini/e di 5 anni ?

La cornice ideale per parlare del Qigong e farlo conoscere è il Libro. Un Libro che racchiude in sé una storia inventata ad hoc, dal titolo: " I 6 FRATELLI DEL VILLAGGIO LIU' ".
Questo contenitore ludico ricco di spunti e stimoli ha portato i bambini/e nel nuovo mondo del Qigong, ma non solo, ha fatto si che ciascuno trovasse la propria capacità espressiva nei vari ambiti di apprendimento.
La storia dei 6 FRATELLI, il cui nome corrisponde ai 6 SUONI del Qigong, ha entusiasmato ed incuriosito i bambini/e al punto che loro stessi hanno chiesto: " Cos'è il Qigong e come si fa ? ".
La drammatizzazione della storia, giochi di imitazione mimica, gestuale e vocale, la ricerca dei personaggi, degli ambienti e degli oggetti caratterizzanti il racconto hanno ulteriormente alimentato il desiderio di provare questa nuova esperienza. Come in tutte le storie c'è anche il personaggio cattivo da eliminare, non facendo del male (come dice il testo) ma con le abilità acquisite nel Qigong. I 6 Fratelli, ciascuno con delle capacità e specialità diverse, facendo dei movimenti ed emettendo dei suoni che ciascun bambino/a voleva provare per diventare come loro.
" Maestra, tu che vai dai dottori cinesi, imparare il Qigong così poi lo insegni a noi!"
A quel punto i bambini/e erano molto motivati, la motivazione è la molla che fa scattare la voglia di imparare, di scoprire, di sperimentare.
Così…, inizia il percorso del Qigong, quasi in punta di piedi, nel pieno rispetto dei tempi di ciascuno dove ognuno ha la possibilità di seguire i propri ritmi. Poiché il motivo per cui è stato insegnato il Qigong è troppo importante, non si può non tener conto dei bisogni individuali. Al contrario ci sarebbe un'accettazione passiva in contraddizione non solo con i nostri obiettivi ma anche con quelli del Qigong stesso.

* Quali i tempi e le modalità di attivazione?

A fine Ottobre iniziamo a giocare con i nomi e i suoni dei 6 Fratelli: " E' divertente, che ridere!" dicono i bambini/e, in effetti le espressioni che ne derivano sono proprio buffe. Davanti allo specchio ciascuno prende coscienza della "propria" mimica facciale diversa, seppure la stessa, dell'amico/a vicino. Il gioco degli indovinelli diverte sempre: c'è chi fa l'espressione e chi indovina a che suono corrisponde. L'emissione del suono produce delle vibrazioni che i bambini/e stessi hanno scoperto toccandosi le guance, la bocca ed il collo: "Sento che si muove" oppure "mi sento il collo" o "mi tremano le labbra!" sono alcuni dei loro commenti.
A dicembre c'è una sospensione momentanea del progetto Qigong per preparare il Natale.
A metà gennaio riprendiamo a giocare con i 6 Fratelli del villaggio Liù cercando nella memoria i 6 Suoni e le rispettive espressioni.
"Ma dov'è la Cina?, e il Villaggio Liù? Ma…il Mar Giallo è proprio di colore giallo?" si chiedevano a questo punto i bambini/e che con l'aiuto dei loro genitori andranno alla ricerca di immagini, atlanti e mappamondi.
Dopo aver consultato tre atlanti geografici e ben dieci mappamondi portati a scuola le domande hanno trovato una risposta. La Cina è più grande dell'Italia, il villaggio Liù è proprio sulle rive del Mar Giallo che però non è di colore giallo ma lo è la sua sabbia.
Dopo aver imparato i 6 Suoni e le espressioni proviamo a fare i rispettivi movimenti con le braccia: alcuni sono molto ampi altri meno. La posizione delle mani e delle dita , la postura del corpo ne completano l'aspetto puramente psicomotorio.
Ma il Qigong non è questo!
La lentezza dei movimenti e l'immagine che abbiamo dato a ciascuno di essi hanno favorito quella"consapevolezza" necessaria affinché ogni movimento e suono siano percepiti, sia fisicamente che mentalmente, come "stato di quiete e benessere".
Far sperimentare a bambini/e questa esperienza è stato il momento più importante e coinvolgente dal punto di vista emotivo.
Un aspetto impegnativo del percorso si è rivelato nell'associare suoni e movimenti fra loro.
Ancora una volta nel pieno rispetto dei tempi di ciascuno, tenendo conto delle paure, delle insicurezze delle ansie e della "fretta" di alcuni bambini/e. Proprio con il loro Qigong ha avuto riscontri positivi sia sul piano personale che relazionale.
Così per quattro giorni alla settimana un gruppo di trentatre bambini/e di 5 anni iniziava la sua attività con il momento del Qigong la cui durata variava dai dieci ai quindici minuti in un piacevole e rilassante silenzio.
Dopo aver fatto tutto il Qigong per la prima volta alla fine abbiamo chiesto ai bambini/e: "cosa hai sentito?" le loro risposte sono nell'allegato foglio, altre o simili le hanno espresse nelle successive esperienze.
Parlare delle proprie sensazioni ed emozioni sia positive che negative è stato il primo gradino per superare la paura di sentirsi inadeguati o incapaci di…ha favorito l'autostima portando ogni bambino/a a valorizzare il proprio vissuto, le proprie abilità e capacità, a sentirsi gratificato/a alla fine di un'attività sia esse manuale o intellettuale.
Nella pratica del Qigonog, inoltre, ciascun bambino/a ha acquisito maggiore consapevolezza di sé attraverso l'esperienza con il corpo l'armonia dei movimenti e li rilassamento della mente.
Commenti come:" mi sono sentito il cuore" o "ho sentito la pancia che respirava"! o "ho sentito caldo alle mani e alle braccia" sono il risultato di una percezione che va oltre alla pura sensazione e si concretizza in capacità senso-percettiva tattile. Inoltre coordinare i movimenti accanto all'emissione dei rispettivi suoni ha favorito un equilibrio psico-motorio anche in quei bambini/e più in difficoltà.

* Quale aspetto del Qigong si è rivelato più difficile da insegnare ?

Uno in particolare. Nel fare il Qigong abbiamo osservato come alcuni bambini/e non riuscivano a fare un'apertura completa delle braccia, delle mani e delle dita. I movimenti e le aperture erano piuttosto chiusi e bloccati: ciò rifletteva anche il carattere di quei bambini/e tendenzialmente timidi, insicuri, introversi o disturbati.
Anche la presenza di un bambino con problemi, che peraltro viveva questo momento con serenità, è stato di stimolo per la ricerca di nuove strategie ludiche per far sì che proprio questi bambini/e riuscissero ad "aprirsi" non solo a livello motorio ma anche personale per poi poter dire dopo il Qigong:"Mi sono sentita bene!"
Il proprio spazio che ciascun bambino/a sceglie di volta in volta, la postura del corpo ed i suoi movimenti sono preziosi elementi di osservazione che spesso noi adulti-educatori dimentichiamo o sottovalutiamo. E' il famoso linguaggio non verbale che nel Qigong fatto dai bambini/e traspare bene, basta saperlo cogliere.
Un altro linguaggio usato dai bambini/e dopo l'esperienza del Qigong, è quello grafico-pittorico-manipolativo attraverso il quale hanno rappresentato colori, simboli, insiemi, espressioni, posture e movimenti del Qigong stesso.
Nell'associare ad ogni Fratello (o suono) espressioni e movimenti, ciascun bambino/a ha trasferito la propria immagine di quel vissuto personale che traspare ampiamente nell'elaborato.
Tutti sono riusciti ad esprimere le proprie capacità e risorse abbinando alla fedeltà del vissuto il genio creativo.

* Quali aspettative c'erano da parte delle Insegnanti?

Le nostre aspettative non erano certo così alte ma questa esperienza insegna come dando più opportunità ai bambini/e essi siano poi in grado di elaborarle, arricchirle e trasferirle in altri contesti. Ad esempio: alcuni a casa facevano fare il Qigong ai genitori oppure si appartavano in una stanza per "concentrarsi"; altri dicevano "Adesso faccio il Qigong così mi rilasso e poi penso bene"
Il progetto di Qigong ha visto come lavoro finale la realizzazione di un LIBRO-GIOCO tridimensionale con figure mobili e lucidi trasparenti. Nel libro naturalmente si racconta la storia de: " I 6 Fratelli del Villaggio Liù "

Credo che le valenze educativo-didattiche si siano espresse da sé, accanto ad una verifica finale.
Iniziare il lavoro di gruppo con il Qigong ha reso i bambini/e più sereni e tranquilli, anche nelle proposte ed attività che seguivano.
Rispettare i tempi degli altri, ascoltare e pensare, sentirsi sicuri delle proprie azioni risultavano di di più facile attuazione. Se a volte, per qualche motivo, il Qigong non si faceva diversi protestavano chiedendone il perché.
Anche le colleghe di altre sezioni o gruppi hanno notato un atteggiamento diverso nei bambini/e di 5 anni osservando al tempo stesso dei cambiamenti qualora il Qigong non veniva proposto.
I bambini/e grandi hanno contagiato anche i più piccoli che,per imitazione, copiavano i movimenti. Per non parlare dei genitori alcuni dei quali hanno chiesto un breve corso per provare l'esperienza del Qigong fatta dai propri figli. Il momento finale del corso ha visto genitori e figli fare il Qigong assieme: inserito nel rapporto scuola-famiglia è stato un vissuto di forte emozione in cui si percepiva il benessere e l'armonia del gruppo.
Nonostante il numero elevato dei bambini/e, l'età e lo spazio che quotidianamente doveva essere predisposto, l'esperienza del Qigong ha avuto un esito più che positivo solo grazie ad una preziosa sintonia con la collega con cui ho condiviso il percorso. Apprezzabile anche la comprensione ed il rispetto di tutto il personale della scuola.
Importante e decisivo il coinvolgimento dei genitori che, preventivamente informati sulle valenze educative del progetto, le hanno accolte con consapevolezza.

Una mia considerazione finale: premesso che l'emozione precede il pensare e l'agire, il Qigong nel regolare e armonizzare le emozioni ha favorito un pensare ed un agire più equilibrati. Ha favorito quel benessere voluto per i bambini/e ma importante anche per noi adulti che ne siamo il punto di riferimento.
Concludo, ricordando il passo di una poesia:

" I BAMBINI IMPARANO CIO' CHE VIVONO "


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