La musica del tuina: esperienze di ritmo e suono nella clinica del massaggio Susanna Taccola - Scuole di Agopuntura Tradizionale, Firenze
ABSTRACT: dalle teorie tradizionali
agli sperimentalismi degli artisti moderni, suono e ritmo veicolano messaggi
che permettono di ampliare secondo risonanze individuali, senso e risorse per
cura e guarigione.
Il recupero del corpo al suo suono originario , attraverso ritmo e movimento
lo integrano nell'unità energetica.
Una qualità sonora che invade il tuina per la ricerca delle risonanze
energetiche.
Oggi l'interesse per le
conoscenze e per le società tradizionali si è improvvisamente
risvegliato, sempre più spesso si sente affermare che, nonostante i progressi
della scienza, le conoscenze tradizionali possono offrire ancora qualcosa di
utile. Noi che pratichiamo la MTC sappiamo quanto eugenismo e saperfare tradizionale
siano fondati su principi fondamentali per la salute, quelli che Ie moderne
politiche sanitarie identificano come miglioramento degli stili di vita e della
qualità della stessa. Sul versante della valorizzazione dei sistemi di
cura tradizionali l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), già
dal 1978, nella conferenza di Alma Alta, Salute per tutti per l’anno 2000,
promuove iniziative importanti per la valorizzazione delle figure tradizionali,
che hanno contribuito e contribuiscono a cambiare la loro percezione da parte
della comunità scientifica internazionale.
La MTC certo si differenzia da altre tradizioni: fin dal 1929 quando il kuomitang
la dichiara fuorilegge, percorre un cammino di progressiva legittimazione e
modernizzazione che la porta a un pieno riconoscimento giuridico e la integra
pienamente nel sistema sanitario nazionale. La riorganizzazione pone particolare
enfasi alla formazione integratacon la biomedicina dei suoi operatori, all’epurazione
di caratteri ritenuti magici e all’articolazione con il modello medico
occidentale.
Tale cammino seppur fertile per la diffusione della MTC nel territorio cinese
e nel mondo, ne ha fatto un interessante prodotto di meticciamento culturale,
nel quale le radici taoiste si legano alla necessità dei modelli omologanti
della nascente ideologia comunista e alle richieste di replicabilità
dell’efficacia della medicina scientifica.
La MTC è in Cina spesso uno medicina moderna epurata dagli aspettti più
spirituali e culturali, una medicina utile per l’uomo moderno che cammina
in fretta ma che spesso manca della profondità della saggezza antica
e del legame caratterizzante della cultura sostituita dal modello egemone della
cultura globalizzata.
Persisteno tuttavia alcuni fondamenti che caratterizzano la visione tradizionale
che è sempre esperienziale, naturalista, spirituale; il sapere non è
quello caro al mondo accademico occidentale, semplice erudizione, che confondere
spesso memoria con l'intelligenza.
La differenza rispetto alla biomedicina è essenzialmente una differenza
di metodo, di punto di vista, che di fatto traduce una profonda differenza di
concezione.
Per un guaritore tradizionale autentico, "esiste la Conoscenza", parlare
di medicina tradizionale è una riduzione legata alla progressiva degradazione
della comprensione del sapere tradizionale e delle sue applicazioni. Considerare
solo l'aspetto di cura delle malattie significa perdere l'essenza di quest'ultimo
e perdere l'occasione di fare il salto che è richiesto per proseguire
passando dal "capire" al "sentire" e dalla "Medicina"
alla"Conoscenza".
Le medicine tradizonali hanno quindi a tutt’oggi un ampio rilievo nella
ricerca dello stato di benessere, che è uno dei motori evolutivi più
autentici.
Anche le medicine tradizionali subiscono come tutta la produzione culturali
i processi di rimaneggiamento, elisione confluenza e sincretismo attraverso
i processi storici che le mettono in contatto con altre culture e ne sono stimolati.
Così anche nell’ambito della MTC noi vediamo che le diverse teorie
che percepiamo come un corpo unico non sia invece frutto di un coesistenza di
moduli e riferimenti culturali diversi.
Quello che rimane spesso sono tecniche che tendiamo a ripetere in modo meccanico
e che non investono la conoscenza.
Sono profondamente convinta
che noi liquidiamo troppo velocemente, pensando di capire, alcuni dei grandi
concetti di base della MTC, e eseguiamo delle repliche meccaniche che seppur
operano qualche effetto sono lontane dal potere inziale.
Mi affascina recuperare il sottostante, quello piccolo e sottile che non viene
mai urlato e che molti non vedono, scambiando il ditto per la luna.
Questa riflessione sulle risonanze operate dal ritmo nell’applicazione
del tuina vuole enfatizzare la necessità di una conoscenza più
approfondita dei concetti base delle MT, spesso completamente avulsi dalle conoscenze
biomediche, ma che, a mio modo di vedere sono in grado di sostenere l’uomo
nel suo cammino verso autenticità e benessere, recuperandolo a quella
Conoscenza che lo lega al suo ambiente e alla sua comunità.
L’aspetto esperienziale
è il fondamento delle MT: ci sembra che l’ideogramma ZHI saper-fare
ben illustri la visione, l’approccio alla realtà del mondo L’ideogramma
“saper-fare” ZHI, con i caratteri conoscenza e parola, indica bene
come il “fare” debba essere preceduto dalla percezione, recepito
e maturato nella profondità dell’intelligenza, poi valutato e espresso
con la parola: solo allora si sa “cosa fare e come fare”.
Il “saper-fare” è, allora, saper essere, mantenere la propria
vita, conoscere le regole della propria natura, del proprio organismo e della
propria psicologia, rispettarle per evitare sperperi e dispersioni e mantenere
l’equilibrio sia all’interno che all’esterno.
Condizione indispensabile per la percezione corretta, non confusa, è
il Wu wei, il “non agire”, che evidenzia come il Wu, Vuoto, Vuoto
di Cuore, in questo caso, cioè un Cuore senza desiderio, senza conoscenza,
senza azione, sia la condizione ideale per aumentare la percezione cosciente,
libera da vizi e pregiudizi. Il Cuore Vuoto può ricevere la Volontà
e compiere l’attitudine naturale alla comunicazione, all’empatia.
Cadere nel vuoto è la possibilità di conoscere ed entrare in risonanza,
è la base del massaggio come relazione energetica e di consapevolezza
del sé.
Particolarmente utile ci sembrano le considerazioni dei filosofi della fenomenologia
che liberano la mente occidentale da stereotipi e preconcetti aprendola alle
porte della percezione dei fenomeni.
Questa lunga premessa serve
per presentare alcune considerazioni che sono emerse dalla clinica del tuina,
che pratico personalmente da oltre vent’anni.
Nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese il massaggio rappresenta
non solo una tecnica terapeutica ma una relazione di comprensione e comunicazione
tra due persone, una trasmissione di energie, un passaggio importante per la
prevenzione e per la cura, attraverso la responsabilità di se stessi,
del proprio corpo, della propria salute.
Avevo gia notato come fosse particolarmente efficace per il movimento energetico
la stimolazione ritmica, come il corpo si aprisse a una voglia comunicativa
che esprime suoni, movimenti, sensazioni. L’essere entra in risonanza
con l’altro, con l’intento dell’altro, con la sua capacità
evocativa.
Il concetto di risonanza Gan Ying è l’asse portante della relazione
microcosmo-macrcosmo ed evoca la bipolarità della relazione Yin/Yang:
azione emanazione Yang, reazione percezione Yin. Anche l’ideogramma di
farmaco è composto dal radicale musica, e mette in risalto le caratteristiche
radianti pervasive che amplificano effetti e risposte. In molte medicine tradizionali
è ancora vivo l’aspetto sciamanico in cui le pratiche hanno poteri
radianti che anche attraverso suono e ritmo amplificano la comunicazione con
gli influssi astrali del Cielo, le direzioni cardinali della Terra.
Tui Na e l’An Mo
Tradizionalmente l’applicazione delle manipolazioni è sottoposta
a 3 Principi:
continuità: ripetizione del movimento
forza: tipi diversi di forza secondo la patologia e la persona, profondità:
secondo la topografia dei punti e dal livello I/Y della persona e della patologia,
la pressione è comunque sempre definita gentile. Le due accezioni tuina
e anmo esprimono l’alternanza Yin/Yang, evocando tecniche più rapide
o più statiche.
In entrambi i casi, i principi riassumono la possibilità di evocare ritmi
precisi secondo le diverse zone del corpo che percepiti restituiscono qualità
energetiche.
Quello che in genere riusciamo a percepire è riassunto nella regola classica:
pienezza/vuoto: dispersione/tonificazione
Le tecniche sono selezionate in base alla costituzione, alla patologia ma anche
dipendono dall’azione che si vuole ottenere cioè variano quando
si voglia richiamare l’energia in una zona (tonificare) o disseminarla
da questa (disperdere):
Per tonificare: per disperdere:
movimenti lenti movimenti veloci
movimenti ampi movimenti circoscritti
pressione leggera pressione forte
con la corrente energetica controcorrente energetica
senso orario senso antiorario
Il trattamento, che combina
le due azioni esprime ritmi dettati dalla percezione e dalla conoscenza, e con
la musicalità tipica dell’atto intenzionale che proviene dal saperfare
riproduce un processo comunicativo di risonanza che investe molte tecniche tradizionali
e anche la musica.
Molte medicine tradizionali danno enfasi alle carattestiche qualitative di varie
zone corporali e alle pratiche che le stimolano: la musica è sempre presente
per stimolare queste qualita. La teoria dei 5 movimenti, quella degli zangfu
illustrano in Mtc le differenti zone energetiche e anche la tradizione cinese
racconta del qigong dei 6 suoni terapeutici, uno degli strumenti per stimolare
attraverso vibrazioni sonore questi suoni.
La ripetizione ordinata di uno stimolo genera ritmo; il ritmo si accorda all’intenzione
comunicativa verso e con l’altro e risuonando nell’oscillazione
dell’interazione crea movimento e suono. Nella relazione che ripristina
l’unità di due che comunicano è il ritmo, lingua musicale
che parla alle parti profonde dell’essere.
Molti sono gli studi sul
ritmo e sulla sua influenza su processi fisiologici e stati emozionali, molti
musicoterapeuti rendono pratica quotidianamente la capacità della musica
di stimolare e integrare funzioni ed attivare processi di comunicazione efficaci.
Gran parte delle culture sapienziali tradizionali danno un’importanza
fondamentale alla musica, alla sua capacità di stimolare processi di
comunicazione e integrazione dell’uomo nel suo contesto.
Ma anche le stimolazioni sul corpo, anche le manipolazioni effettuate a ritmi
consoni sono musica…Dal greco, rein, ritmo evidenzia il concetto di scorrere,
muoversi con forma ed ordine ed Erodoto e Leucippo, gia nel VIIsce. A.C., evidenziano
come questo caratterizzi la forma individuale e distintiva del carattere umano.
Allora ciascuno ha un proprio ritmo e noi conosciamo, anche se spesso meccanicamente,
che il rispetto dei ritmi biologici individuali sono fondamentali per un buon
trattamento.
Questi sono definiti rapidi ed includono tutti in ritmi il cui periodo (spazio
tra due stimoli ripetuto ad intervalli stabiliti) varia da qualche frazione
di secondo a circa 20 ore:
-ritmi dell’encefalo: le oscillazioni elettriche dei centri nervosi mettono
in rilievo onde di diversa frequenza particolarmente evidenti a livello corticale
-ritmi cardiaci: determinati prevalentemente dalla relazione tra il tessuto
nodale 120-150 cicli al minuto e il nervo pneumogastrico che assicura un ritmo
di circa 72 cicli al minuto, questi sono variabili secondo temperatura, movimento
ed emozioni.
-ritmi respiratori:una frequenza variabile dai 15 ai 20 cicli al minuto per
l’adulto, influenzati da meccanismi cardiocircolatori complessi, hanno
un’’attività autonoma riflessa ma anche in parte volontaria.
Sono ritmi fisiologici, spontanei e se vengono regolati nella loro ripetizione
periodica inducono rilassamento e concentrazione e un’inaspettata sensazione
di unità psicofisica. La loro accellerazione o rallentamento possono
essere influenzati anche da stimolazioni non periodiche.
La regolazione dei ritmi endogeni è regolata dall’interazione simpatico
parasimpatico, in termini tradizionali dall’interazione interno/esterno
Rn/V, ma anche nella relazione I/Y P/ V.
Nella regolazione di ritmi acquisiti (nocicettivi, all’erta, orario dei
pasti) c’è una complessa azione surrenale-ipofisi-ipotalamo, in
termini tradizionali la relazione Yin/Yang Rn/C. In questi ritmi il processo
fisiologico precede quello adattativo: la fame arriva prima del calo ipoglicemico.
Quando inizia la sincronizzazione l’essere è in pieno, accordato
alla naturalezza della sua fisicità in totale compenetrazione con gli
stimoli nictemeriali biologici: un’opera di grande armonizzazione.
D’altra parte è evidente a tutti che ascoltare un ritmo musicale
induce a battere col piede, ma mentre in molte stimolazioni sensoriali la risposta
segue lo stimolo, in questo caso è contemporanea allo stimolo. E’
il fenomeno della sincronizzazione, che a me pare ben richiami il concetto tradizionale
di risonanza, dove c’è un’accentuazione radiante di una qualità-spirito
evocato. Inoltre la sincronizzazione esalta le capacità adattative dell’essere
attraverso un sistema adattatorio che è sempre più inibito dalla
vita moderna, e che ha caratteristiche maturative. L’induzione motoria
o sonora è relativamente incoercibile, la sincronizzazione è naturale.
Nell’adulto occidentale l’induzione motoria è assai frequentemente
inibita, sparisce negli schizofrenici, non sono state evidenziate induzioni
significative negli animali.
Il carattere uditivo delle strutture ritmiche non possiede maggior influenza
sulla sincronicità e sull’induzione al movimento: serie di lampeggiamenti
in uno stesso luogo hanno lo stesso tipo di ristrutturazione proprio delle sequenze
sonore.
Il ritmo è ordine nel movimento, nasce dal ritorno di strutture semplici
o complesse ( frazionamento del valore degli stimolo all’interno di una
struttura), vale a dire da un ordine presente nella successione delle strutture.
E’ difficile per un uomo adulto sincronizzare la risposta per più
di 2 –3 strutture complesse consecutive. Il ritorno periodico ha conseguenze
importanti che trasformano la semplice percezione del ritmo in un’esperienza
complessa con forte tonalità affettiva. La regolarità ritmica
ha il potere di suscitare una induzione vocale-motoria.
La regolarità ritmica genera movimenti e suoni che si armonizzano con
il dato percepito in maniera tale che l’accompagnamento sonoro-motorio
si realizza con movimenti pendolari della cadenza prossima a quella di un tempo
spontaneo. Questo è fonte di soddisfazione e procura un’eccitazione
che si conserva e viene esaltata dall’armonia tra percezione e motricità,
non si affievolisce come avviene per l’emozione, ma grazie alla ripetitività
aumenta investe movimenti e vocalizzazione sempre piu ampie, corrisponde alla
partecipazioni dei centri nervosi superiori ed è una esperienza sociale.
Il ritmo percepito, che induce una partecipazione dell’organismo, allena
ad una vasta sincronicizzazione sociale le nostre attività. Permette
all’uomo di muoversi nel ritmo delle stimolazioni esterne e di sincronizzare
le proprie attività con quelle degli altri in vere e proprie comunioni
sociali.
Tutto da percorrere il cammino per la cura delle disarmonie delle 7 passioni
o delle turbe del Centro.
Ma anche possiamo pensare
e percepire che i tre Jiao, gli zang, i movimenti, le zone del corpo possiedono
una musica loro, caratteristica e personale eppure rispondente ai ritmi della
musica esterna, culturale prodotta dall’uomo.
Queste considerazioni aprono prospettive al lavoro sul corpo insospettate e
nuove, molti gia praticano con musiche varie e si conoscono percorsi terapeutici
dove la musica e la risposta corporea sono strumenti importanti d’analisi
e cura.
Ho praticato e visto una amplificazione degli effetti energetici e l’avvio
di una comunicazione efficace che nella relazione terapeutica che dovrà
essere indagata ancora, con tempo e pazienza.
Tuttavia ho iniziato a pensare schemi, forte della tradizione che identifica
una norma la applica e percepisce cio che se ne allontana, non come difformità
ma come essenza identitaria.
Ho ripensato alle costituzioni, ai movimenti, alla musica e ai suoi strumenti,
come qualità energetiche ascrivibili agli schemi noti.
Molte le riflessioni: i ritmi delle zone del corpo, la necessità di pause,
l’oscillazione ritmica che diffonde e provoca suoni e necessità
motorie.
Mi rendo conto che la materia è ampia, tuttavia alcune considerazioni
possono essere utili:
- il ritmo è un elemento corporeo premusicale, la sua traduzione in movimento-suono
è naturale
- il modo con cui si riceve il ritmo soggiace a leggi percettive soggettive
- un periodo ritmico può essere frazionato ma non ripetuto a lungo
- l’educazione alla sincronizzazione con ritmi primari favorisce l’unità
psicofisica
- la pausa dopo una stimolazione ritmica aumenta la capacità propiocettiva
e aiuta l’idea di schema corporeo e di adattamento.
SCHEMA..
Ascoltando molta musica, parlando con musicoterapeuti, musicisti, guaritori,
psichiatri e antropologhi ho tentato un’ascolto che conduca alla qualità
musicale dei 5 movimenti, questa può suggestionare la manipolazione che
acquisterà le carattestiche energetiche della musica scelta.
La selezione è avvenuta secondo criteri assolutamente intuitivi, spesso
seguendo l’analogia con lo spazio geografico di provenienza e la fisicità/sonorità
degli strumenti musicali.
Ve la propongo perché così funziona il pensiero analogico, l’intento
nella fenomenologia, il saperfare: poter cogliere l’essenza, la qualità
e le sue capacità radianti. Ve le propongo, come una provocazione perché
nella musica, come nella medicina tradizionale, lo spirito pensante non può
essere scisso dai moti del cuore.
LEGNO: gli arti superiori, I FLAUTI, I FIATI CHE PORTANO IL SOFFIO FUORI, LO FANNO NASCERE, EVOCANO IL VENTO. CREANO EMOZIONE E VITALITà.
FUOCO: la testa, il petto TAMBURI, IL RITMO CARDIACO, IL MOTORE DELL’ATTIVITà, Ciò CHE PROMUOVE L’ESPRESSIONE E MUOVE IL SANGUE, LA GIOIA DEL MOVIMENTO.
TERRA: la zona mediana del corpo, LA VOCE UMANA, TUTTA LA SUA AMPIEZZA E QUALITà, IL SOSTEGNO ALLA COMUNICAZIONE ALL’EMOZIONI ALLE RELAZIONI.
METALLI: gli arti inferiori, STRUMENTI A CORDE PIZZICATE, LA VIBRAZIONE CHE COORDINA E DIVIDE IL TEMPO, LA REGOLAZIONE DELLO SPAZIO, CICLICITà SPAZIOTEMPORALE.
ACQUA: la zona inferiore del corpo, VIBRAFONI XILOFONI E PIANOFORTE, L’AMPIEZZA DI TUTTE LE SONORITà, LA BASE E L’ESPRESSIONE DELLA COMPLESSITà NATURALE.
Penso che l’ascolto di musiche tradizionali , acustiche possa aiutare
a percepire la qualità ritmica degli strumenti-movimenti, per accordare
le sensibilità che entrano nella relazione di cura in una comunicazione
musicale carica di senso ed efficacia. Tale relazione promuove la partecipazione
ed attiva la possibilità di stabilire dei nessi interumani che rafforzano
il senso comunitario, elemento spesso assente nella nostra pratica ma che è
una determinante nella nozione stessa di medicina tradizionale.
Ci rendiamo conto che riunire i concetti sinora espressi in un gesto tecnico
possa risultare difficoltoso e pretestuoso ma sono convinta che quando otteniamo
una stimolazione corretta, come la tradizione impone sui Punti di agopuntura
praticare digito pressione fino al Da Qi, arrivo dell’energia, calore,
operiamo un saperfare che ha molto ha che vedere con le idee qui espresse.
Abbiamo tentato di analizzare caratteristiche tecniche che risultano nella clinica
applicate spesso in modo meccanico e senza consapevolezzae che spesso ne inficiano
l’efficacia terapeutica; penso che insieme agli aspetti biomedici dovremo
approfondire quei principi di base che spesso sono sottovalutati ma che trasformano
il gesto in un atto di conoscenza e di coscienza, l’inizio di un percorso
alla sensibilità che solo porta desiderio di conoscenza e che la conoscenza
restituisce, acuendo la sensibilità .
BIBLIOGRAFIA:
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Nathan, Medici e stregoni, Bollati Beringheri
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Granet, il pensiero cinese
Tao te ching,Adelphi
Pierce, la scienza del suono, zanichelli
Coppo, Cardamone, inglese Etnopsichiatria, il saggiatore
Grof, la mente olotropica, red
Fraisse,Psicologia del ritmo